In apertura dei lavori, il Vicepresidente della CAI, Vincenzo Starita, ha restituito un quadro chiaro: il sistema vive da oltre un decennio una crisi strutturale, non solo nei numeri ma anche nella complessità dei percorsi. Un cambiamento profondo, legato all’evoluzione dei contesti internazionali, che richiede oggi scelte coraggiose. Tra le direttrici indicate, emerge con forza la necessità di alleggerire il carico economico per le famiglie, fino a immaginare percorsi sempre più accessibili.
In questo scenario si inserisce il lavoro avviato dalla CAI attraverso diversi tavoli tematici, tra cui quello dedicato ai costi delle procedure al quale ha partecipato il Presidente di CIFA Gianfranco Arnoletti.
L’obiettivo è arrivare a una definizione condivisa e sostenibile dei costi standard, sia in Italia sia nei Paesi di origine, accompagnata da forme di sostegno economico diretto agli enti. Un passaggio chiave per ridurre l’impatto finanziario sulle famiglie e garantire continuità e qualità nei servizi. Parallelamente, particolare attenzione viene riservata ai percorsi dedicati ai minori con bisogni speciali, per i quali sono già stati attivati primi stanziamenti, a supporto non solo dell’accoglienza ma anche delle fasi successive di integrazione.
Un elemento condiviso da più voci riguarda il valore del modello italiano: un sistema riconosciuto a livello internazionale per qualità, garanzie e attenzione alla tutela dei minori. Un patrimonio costruito nel tempo che oggi, però, rischia di indebolirsi se non sostenuto da investimenti adeguati e da una visione di lungo periodo.
La sfida, oggi, è chiara: preservare e rilanciare un sistema che mette al centro i diritti dei bambini, rendendolo al tempo stesso sostenibile, accessibile e capace di rispondere a un contesto globale in continua evoluzione.
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