Ricordo perfettamente quando, ottenuta l’idoneità, Luca ed io, aprendoci all’adozione internazionale, abbiamo iniziato la ricerca dell’Ente autorizzato che ci potesse accompagnare in questo cammino.
Dopo aver partecipato alle riunioni informative di parecchie Associazioni, tutte comunque molto serie, abbiamo scelto senza alcuna perplessità CIFA.
Abbiamo trovato, sin dai primi incontri, una squisita accoglienza, quella vera “cura”, quella grande attenzione, quella professionalità, quell’ascolto, quell’empatia, insomma, tutte quelle qualità che abbiamo continuato a vivere e “sentire” anche dopo l’arrivo di nostro figlio in Italia.
Posso affermare con certezza che l’acronimo dell’Ente incarna veramente quella che è la sua missione: essere centro internazionale per l’infanzia e la famiglia.
Il caso, che poi caso non è, ha voluto che fossimo seguiti per l’abbinamento e nel corso della nostra esperienza adottiva dalla Dottoressa Cinzia Riassetto, psicologa psicoterapeuta che lavora in CIFA insieme ad altre bravissime colleghe. Con lei si è creato subito un rapporto profondo e intenso. L’abbiamo conosciuta meglio nel momento dell’abbinamento con nostro figlio, quando, con quel foglio tra le mani, ci ha parlato, in modo così semplice, puro e autentico di quel bimbo di quattro anni, affetto da labiopalatoschisi, abbandonato alla nascita, che ci attendeva in Cina.
Discreta, garbata, immensamente dolce, Cinzia ci ha sempre mostrato un cuore ricco di luce e amore e si è rivelata un meraviglioso punto di riferimento per Fujie che nutre per lei un infinito e profondo affetto.
CIFA fa parte della nostra storia familiare, dei momenti belli e di quelli meno belli. Abbiamo condiviso i traguardi di Fujie, i suoi successi scolastici, la sua passione per la musica, la sua crescita, la sua serena adolescenza, e, non per ultimo, la consegna della lettera d’amore scritta dalla mamma biologica a nostro figlio.
CIFA è sempre rimasto con noi, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà: la separazione da mio marito, la morte del suo caro nonno o le difficoltà legate all’età. In tutte le occasioni ho trovato profondità, parole giuste, parole di guida, di supporto, di amore.
Posso dunque affermare di aver instaurato con l’Ente una relazione vera che dura nel tempo tanto che venerdì 29 maggio scorso, in occasione della presentazione del mio libro “Fu, il fiorellino dell’arcobaleno”, ho scelto di avere accanto a me proprio Cinzia, che nel 2011 è stata la mia prima lettrice, per dialogare della favola che ho scritto 15 anni fa a Fujie per spiegare a lui, in modo semplice e colorato, la storia della sua adozione.
Ho voluto accanto a me proprio le persone di CIFA, protagonisti fondamentali di questo cammino per raccontare questa storia di amore incondizionato e per esprimere pubblicamente tutta la nostra stima, riconoscenza e gratitudine.”
Paola Bovero