Creare opportunità economiche per un’alternativa all’emigrazione forzata

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nuovi giovani imprenditori

71,8 K

euro investiti in nuove attività imprenditoriali

1,5 K

persone sensibilizzate sui rischi
della migrazione iregolare

 

CIFA opera nella regione dell’Amhara, in Etiopia settentrionale, sulla principale rotta migratoria irregolare che porta verso la Penisola Araba e il Medio Oriente. Il progetto mira a migliorare le condizioni socio-economiche e socio-sanitarie dei potenziali migranti, soprattutto donne, e al miglioramento della consapevolezza della popolazione locale sui rischi della migrazione irregolare nelle aree di intervento, lavorando in stretta collaborazione con le autorità locali.

Aiuta i giovani del Wollo a costruirsi un futuro

 

obiettivo

 

Il progetto vuole contribuire al miglioramento delle condizioni socio-economiche e socio-sanitarie dei potenziali migranti e alla creazione di consapevolezza sui rischi della migrazione irregolare nella Woreda di Ambassel, Tehuledre e Worebabo della zona di South Wollo.  Questo viene garantito attraverso un approccio integrato che unisce la creazione e l’avviamento verso il lavoro per potenziali migranti con un rafforzamento delle istituzioni locali e un lavoro di sensibilizzazione delle comunità locali. Con quest’obiettivo CIFA conferma il proprio impegno ad agire sulle cause profonde delle migrazioni collaborando con i beneficiari dei paesi di origine dei flussi migratori.

contesto

 

La principale rotta migratoria illegale dall’Etiopia è quella EST per il Medio Oriente. In quest’ultimo decennio ci sono state varie ondate di rimpatri forzati di etiopi che erano emigrati soprattutto verso l’Arabia Saudita in cerca di un lavoro. La zona di South Wollo, Regione Amhara, è tra quelle più interessate dal fenomeno: sono oltre 15.000 i rimpatriati dal Governo Saudita nel 2013/2014 cui si sono aggiunte altre diverse migliaia nel 2017. Il fenomeno coinvolge soprattutto donne tra 18 e 30 anni che durante tali viaggi subiscono violenze, abusi fisici e psicologici.

come agiamo

 

Cifa ha sviluppato un approccio integrato che si è sviluppato grazie ad anni di lavoro con le donne etiopi volto al rafforzamento delle loro capacità economiche e della loro autonomia. Inoltre, CIFA collabora con le autorità locali per rafforzare le capacità delle istituzioni di gestire il fenomeno migratorio. Infine, l’approccio si completa con le azioni di sensibilizzazione. Infatti, il fenomeno migratorio è, in paesi come l’Etiopia, un fenomeno culturale e per poter lavorare con efficacia sulla consapevolezza dei rischi insiti nella scelta di migrare illegalmente Cifa ha adottato la metodologia del teatro sociale e di comunità, con cui lavora sia nelle scuole delle zone di intervento che con le comunità locali.

risultati

 

Il progetto mira a sostenere circa 800 potenziali migranti (soprattutto donne, migranti di ritorno, giovani disoccupati) attraverso percorsi di formazione professionale e rafforzamento di capacità imprenditoriali. Il rafforzamento istituzionale viene garantito dalla formazione di amministratori pubblici e membri della polizia locale, degli operatori dei centri di salute locali così come della rete locale di cooperative di credito e risparmio. Viene infine rafforzata la consapevolezza dei giovani e delle comunità sulle problematiche legate alla migrazione tramite interventi di Teatro Sociale e di Comunità sia in 8 associazioni giovanili che in 10 scuole e l’informazione di 4.800 giovani.

Aminat

Dopo due anni trascorsi in Arabia Saudita e aver subito privazioni e violenze di ogni genere, Aminat ha deciso di tornare da suo figlio, in Etiopia. Selezionata per partecipare al un corso di formazione in Basic Business Skills e Life Skills è riuscita a riconquistare fiducia in sé stessa e ha acquisito competenze gestionali efficaci a rendere la sua attività produttiva e a mantenere economicamente l’intera famiglia.

 

Betelehem

Betelehem ha ricevuto formazione e credito per allevare capre e vacche e ora produce e vende formaggio. È stata schiava fino ai 15 anni ed approfitta dei momenti di pascolo per studiare ed ottenere la licenza elementare.

 

Selam

Selam afferma che è vero che si può guadagnare bene in Medio Oriente, ma si è anche costretti a far fronte a molte sfide e sofferenze. È un mondo privo di libertà, secondo Selam, perciò è meglio lavorare in Etiopia dove c’è libertà, a costo di guadagnare di meno. Al ritorno nel suo paese decide di aprire un piccolo bar e ristorante, sfruttando l’ampio spazio della sua casa. Il suo sogno è di riuscire ad aprire un hotel in futuro.

 

Altri modi per donare

Intestare a

Cifa Onlus
Via Ugo Foscolo3, 10126 Torino

Causale: indica il progetto

 
Bonifico bancario

Banca Unicredit Spa
IBAN IT34Q0200801005000102087969
SWIFT UNICRITM180
 

 
Bollettino postale

C/C 50829423
Poste Italiane Spa
IBAN IT84U0760110300000050829423
SWIFT BPPIITRRXXX

 

CIFA ONG

Via Ugo Foscolo 3 10126 Torino

+390114338059

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