Reinserimento socio-economico di donne migranti di ritorno a Dessie, in Etiopia

77

progetti di imprenditoria femminile avviati

35

donne returnee vittime di abusi e violenze assistite

200

donne organizzate in 10 gruppi di mutuo

 

Facilitare il reinserimento sociale ed economico di migranti di ritorno, in particolare donne vulnerabili, nelle comunità di origine. L’accesso alla formazione professionale, il rafforzamento delle capacità imprenditoriali e l’accesso al credito, così come il sostegno psicologico e la creazione di gruppi di mutuo aiuto tra le donne vittime di varie forme di abuso e violenza sono le azioni realizzate per rafforzare questo gruppo di donne che dopo esser migrate trovano enormi difficoltà a rifarsi una vita nei villaggi e nelle città da cui sono partite.

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obiettivo

 

Il progetto intende favorire l’inclusione socio-economica di donne rientrate in Etiopia dopo aver fatto l’esperienza della migrazione (returnee), spesso attraverso canali irregolari. Il progetto intende accompagnare il complesso processo di reinserimento nelle comunità di origine. La possibilità di essere reinserite nel circuito economico è il primo bisogno delle donne che, tramite il lavoro, vogliono riacquisire la propria dignità nella comunità. Il sostegno psicologico e la sensibilizzazione per creare una comunità accogliente completano l’approccio integrato del progetto.

contesto

 

Nella zona di Dessie sono le donne tra i 18 e i 30 anni che migrano. Lo fanno, prevalentemente in modo irregolare, verso la penisola araba. Le cause sono la povertà e le forti pressioni comunitarie.  Molte fanno ritorno in Etiopia a causa dei rimpatri forzati dai paesi dove sono migrate o a seguito di un’esperienza migratoria fallimentare. Si stima che 290.000 persone siano rientrate in Etiopia dall’aprile 2017 ma nel paese le autorità non prevedono alcun intervento a sostegno del reinserimento dei returnees né per riattivare le risorse del singolo e della comunità.

come agiamo

 

Il progetto si propone di aprire, in collaborazione con le autorità locali, un centro di sostegno psicologico e orientamento al lavoro nella Città di Dessie. 200 donne returnee vengono accolte dal personale specializzato che facilita il loro percorso di reinserimento sociale partendo dal rafforzamento economico: accesso alla formazione professionale; miglioramento delle loro capacità imprenditoriali, erogazione di piccoli crediti e accompagnamento continuo nella gestione delle attività. Coloro che necessitano di un sostegno psicologico lo ricevono sia attraverso percorsi individuali che di gruppo.

risultati

 

Il progetto intende aprire un centro pisco-sociale e di orientamento per le returnee. Grazie a questo servizio, all’orientamento fatto al centro, alla formazione professionale e all’acceso al credito, 200 donne rientrano nel mercato del lavoro (salariato o autonomo). Quelle più fragili usufruiscono del sostegno psicologico così da rafforzare la propria autostima e le loro capacità relazionali. Azioni di sensibilizzazione della comunità sui rischi della migrazione irregolare sono organizzate per facilitare l’inserimento delle migranti di ritorno.

hasna

Ritrovare la speranza. Ecco cosa ha significato per Hasna entrare nel programma Cifa di supporto psico-sociale. Dopo un’esperienza migratoria traumatica in Arabia Saudita, in cui ha vissuto abusi e violenze, Hasna, come tante altre donne migranti, ha dovuto affrontare l’ostilità e l’emarginazione della propria famiglia. L’aiuto socio-psicologico ricevuto grazie al progetto è stato però quello che ha permesso a Hasna di ritrovare fiducia in se stessa, riallacciare rapporti sociali e tornare a guardare al futuro con ottimismo, felice di vivere nella propria terra.

 

amele

Dopo 6 faticosi anni in Arabia Saudita, Amele è stata una dei 280 mila etiopi che sono stati rimpatriati forzatamente. L'estrema povertà e le conseguenze psicologiche dei 6 anni di emigrazione, minavano le capacità di Amele di relazionarsi e gestire attività lavorative. Sembrava che il suo sogno di riuscire a sostenere sé stessa e la propria madre e di gestire in proprio un’attività non fosse destinato a realizzarsi ma grazie all’aiuto psicologico e alla formazione ricevuti hanno permesso ad Amele di riprendere pienamente in mano la propria vita ed aprire un negozio.

 

medina

In Arabia Saudita Medina si era recata come migrante, come tante altre donne etiopi, per cercare un lavoro e uscire da una situazione di insostenibile povertà. Dopo due anni di pesanti condizioni lavorative decide di tornare, nonostante le difficoltà che sapeva avrebbe incontrato. Grazie al progetto, Medina ha potuto aprire un chiosco e ricevere aiuto psicologico, grazie ai quali oggi può guardare al futuro con speranza.

 

Altri modi per donare

Intestare a

Cifa Onlus
Via Ugo Foscolo3, 10126 Torino

Causale: indica il progetto

 
Bonifico bancario

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SWIFT UNICRITM180
 

 
Bollettino postale

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Poste Italiane Spa
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SWIFT BPPIITRRXXX

 

CIFA ONG

Via Ugo Foscolo 3 10126 Torino

+390114338059

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