Affidi, in Piemonte parte il disegno di legge per l'"Allontanamento zero": la nostra opinione in merito

L’affido, come dice la legge che lo norma, è un provvedimento a tutela della famiglia: tende a creare un aiuto (temporaneo e con alla base un progetto di sostegno) per una famiglia che ne ha bisogno.

Il suo “contrario” (ci si permetta il vocabolo) è l’adozione, che è uno strumento che aiuta un bambino a trovare una famiglia nel caso egli non ce la abbia ovvero quella in cui è nato sia considerata insanabilmente compromessa.
Leggere quindi che la amministrazione che gestisce la regione Piemonte abbia in progetto una legge che si definisce affido zero (o allontanamenti zero) è al contempo paradossale ed incredibile.
Perché contiene, alla sua base, un ragionamento falso: nessun allontanamento di un bambino dalla sua famiglia avviene a mente leggera, e se c’è anche solo la possibilità di qualcosa di diverso, l’allontanamento non avviene. I bambini che vengono temporaneamente affidati a un altro nucleo famigliare sono frutto di un procedimento complesso, che vede o l’adesione volontaria dei genitori del bambino ovvero la creazione di un progetto sotto il controllo del Tribunale per i minorenni o del giudice ordinario.
Leggendo le previsioni del disegno di legge regionale le previsioni in esso contenute appaiono o già previste (il progetto sulla famiglia, gli aiuti economici, i sostegni educativi…) ovvero incomprensibili e forieri di confusione.
Tutti auspicano che le famiglie siano sane e non problematiche ma, ci si permetta, sarebbe come dire ad un oncologo di non eseguire le cure necessarie sul suo paziente malato, perché ci si auspica che i tumori non esistano più.
Un disegno di legge ideologico, quindi. E di conseguenza pericoloso per i bambini, che hanno bisogno invece di meditazione e tanto buon senso.


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