Adozioni in Etiopia, la Vicepresidente Laera fa il punto della situazione

Condividiamo qui di seguito quanto pubblicato sul sito Internet ufficiale della Commissione Adozioni Internazionali in merito alle adozioni in Etiopia. "A fronte delle reiterate richieste da parte di aspiranti genitori adottivi le cui procedure, da anni, sono state instradate in Etiopia, questa Commissione ritiene doveroso specificare quanto segue". 

"Come è ormai noto in data 09/01/2018, la Repubblica Federale Democratica di Etiopia la approvato una riforma normativa che ha sancito il blocco delle adozioni internazionali. La Commissione, sin da subito ha agito, anche in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, perché potessero essere definite almeno le procedure delle famiglie italiane instradate da anni in Etiopia. Tale priorità fu ribadita anche in occasione dell’incontro ufficiale con le omologhe Autorità etiopi, svoltosi a Roma nelle giornate del 17 e 18 aprile 2018. A seguito di una pressante azione, eseguita anche per via diplomatica, nel 2018 venivano portate a termine in Etiopia 48 procedure di adozione, che avevano già un abbinamento in corso. Le procedure delle altre famiglie risultano solamente “instradate” in Etiopia. Pertanto il loro dossier è stato inviato per la legalizzazione all'Ambasciata di Etiopia in Italia e quindi trasmesso, a cura degli enti autorizzati, ai propri referenti locali in Etiopia, senza però che le competenti Autorità Etiopi abbiano mai formulato, nei loro confronti, alcuna concreta proposta di abbinamento. D’altra parte, quand'anche l’Etiopia non avesse deciso di interrompere le adozioni internazionali, non è possibile allo stato prevedere se tali famiglie avrebbero comunque ricevuto una proposta di abbinamento da parte delle Autorità etiopi. Nonostante questo, la Commissione, per queste famiglie, ha più volte cercato un contatto con le Autorità etiopi, tramite numerose lettere ufficiali ed attraverso l’intermediazione dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, non ricevendo mai alcun cenno di riscontro. Inoltre, in occasione del Convegno Internazionale “L’accoglienza dei bambini in stato di abbandono nel mondo”, la Commissione ha invitato il Direttore del Ministero delle Donne e dell’Infanzia etiope (MOWA), il quale, pochi giorni prima della partenza, con biglietti aerei già emessi a spese della Commissione, comunicava che non sarebbe potuto intervenire, a causa di sopraggiunti problemi di salute. L’ultimo contatto diretto con le Autorità etiopi risale allo scorso 20 giugno 2019, in occasione della missione in Etiopia svolta dalla Vice Ministra degli Affari Esteri, on. Emanuela Del Re. I colloqui, definiti dalla nostra Ambasciata come cordiali e prettamente operativi, hanno affrontato anche la questione delle adozioni internazionali e delle procedure pendenti delle famiglie italiane. Sul tema il Primo Ministro etiope, Dr. Abiy Ahmed Ali, ha categoricamente “escluso che tali procedure possano essere definite” e che comunque, essendo quella delle adozioni una materia su cui il Parlamento etiope ha già deliberato, “non ritiene di doversi spendere per orientare l’azione dei Ministeri competenti”. Non si deve dimenticare che l’adozione non si configura come un diritto, ma come una disponibilità e che compete esclusivamente all'Autorità straniera del paese di provenienza del minore, la facoltà di individuare una famiglia a cui abbinare un bambino in stato di adottabilità".



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