Revoca di cittadinanza: la precisazione dell'esperto

Il decreto sicurezza approvato dal Parlamento prevede, all’art. 9, che la cittadinanza italiano, acquisita dallo straniero, possa essere revocata per coloro che hanno compiuto reati particolarmente gravi. Si tratta principalmente di reati di terrorismo, associazione mafiosa e droga.



Coloro che tale cittadinanza possono perdere appartengono a tutte le categorie di coloro che acquisiscono la cittadinanza non per diritto di sangue. Fra loro, oltre agli stranieri, ci sono gli apolidi: persone che la cittadinanza l’hanno già persa e che quindi non hanno alcuna forma di protezione internazionale.

Fra loro, oltre a tutti gli stranieri che sono risieduti in Italia per i termini di legge, ovvero che si sono sposati con italiani, vi è anche una categoria di adottati: gli stranieri maggiorenni adottati da cittadino italiano.
Per chiarirci: non si tratta dei maggiorenni adottati attraverso l’istituto dell’adozione internazionale prevista dalla legge 184 del 1983 (cioè tutti i bambini adottati all’estero) ma solo coloro che, stranieri, sono stati adottati una volta diventati maggiorenni da parte di genitori italiani.

Loro, come noto, si rappresentano per la legge italiana come bambini nati da una coppia di genitori italiani (sul certificato di nascita sono riportati, come genitori, proprio coloro che li hanno adottati) e quindi sono parificati a tutti gli altri eventuali figli “naturali” della coppia.

Tolto questo mi si permetta una critica alla legge fortemente voluta da questo governo. La perdita della cittadinanza è una di quelle cose che i padri costituenti volevano evitare ad ogni costo e per questo non l’avevano mai voluta prevedere. Si noti che fra coloro che rischieranno la perdita della cittadinanza ci sono persone che con tale perdita non riacquisteranno automaticamente la cittadinanza precedente ovvero, coloro che, apolidi, una cittadinanza non l’hanno mai avuta.

Tale previsione contrasta, a mio parere, sia con la Costituzione che con alcune convenzioni internazionali che cercano di evitare la creazione di nuovi apolidi e che vietano le punizioni che determinano tali rischi.

Avvocato e Professore di Tutela internazionale dei diritti dei minori
Marco Scarpati



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