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COME PARLARE DI ADOZIONE IN CLASSE


 

Parlare di adozione con i bambini richiede innanzitutto  l’informazione e la riflessione su aspetti che possano  contribuire a far crescere ricchezza e competenza nel gruppo degli insegnanti sul tema della relazione educativa.
Tutti i bambini adottati hanno un problema di autostima derivante dal loro abbandono
Per un bambino sentirsi accolto nella sua interezza significa sentirsi accettato. E’ la base per  lavorare serenamente alla strutturazione della propria identità di persona.
I bambini adottati NON SONO MAI paragonabili ai bambini biologici, la loro storia ne fa persone profondamente diverse.
Per questo i piccoli hanno diritto a godersi le proprie diversità senza suscitare stupore. Questa è la chiave per comprendere la necessità dell’informazione sull’adozione.
L’ adozione internazionale non è l’adozione di un bambino straniero, è il lavoro che il bambino fa per essere accolto in una famiglia straniera. Siamo noi ad essere gli  stranieri per lui.
Ciò premesso e ferma restando l’attenzione e la centralità sul tema dell’adozione è fondamentale la preparazione e la sensibilità su contenuti teorici e strategie che possano essere spesi nelle molteplici situazioni che l’insegnante affronta quotidianamente in classe a contatto con bambini speciali.
Temi centrali in questo senso sono la capacità di ascolto attivo, l’elaborazione di strategie per la gestione delle emozioni in classe, l’aggiornamento sulla progettazione didattica per riconoscere e affrontare le difficoltà di apprendimento.

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LA RELAZIONE EDUCATIVA


 

Comunicare significa partecipare ad una relazione.

Ciò significa, prima di tutto, che all’interno del gruppo classe deve essere stabilita una relazione affettiva, un clima sicuro e di fiducia, dove nessuno si senta escluso e ciascuno senta di essere accettato. E’ questa una premessa fondamentale che coinvolge insegnanti e bambini e che parte da un “lavoro” sul piano emotivo.
Nella costruzione della relazione tra tutti coloro che vivono la classe (adulti e bambini) è importante ricordare che il dialogo costruttivo si fonda sulla sospensione del giudizio.
Per quanto riguarda gli insegnanti occorre tenere ben presente che i bambini adottati suscitano sentimenti ed emozioni forti e che l’insegnante può attivare due meccanismi contrapposti: forte coinvolgimento emotivo o al contrario allontanamento e distacco.
Con tali sentimenti, prima di instaurare una relazione “didattica” con l’allievo, l’insegnante dovrà fare I conti, dovrà rendersi consapevole dei propri sentimenti, elaborandoli, guardandoli, vivendoli attraverso lo scambio autentico e sincero con se stesso e con i colleghi.
Il rapporto emotivo richiede infatti che l’insegnante sappia relazionarsi con le proprie reazioni emotive, le proprie incertezze e forse anche con le proprie paure: delle critiche, dell’ostilità, di perdere il controllo, della sofferenza.

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LA NECESSITÀ DI FARE RETE


 

Laddove sia possibile l’insegnante troverà supporto e aiuto ad affrontare la relazione emotive con il bambino adottato negli operatori esperti del settore; delle equipe adozioni dei servizi territoriali di riferimento e degli enti che si occupano di adozione internazione. Conoscere approfonditamente le modalità e le caratteristiche dell’adozione, essere ben informati, superare gli stereotipi attraverso una documentazione e una formazione corretta consentirà all’insegnante di non incorrere, anche involontariamente, in comportamenti e atteggiamenti lesivi o dolorosa nei confronti del bambino.

La fiducia negli “addetti ai lavori” e la disponibilità all’ascolto e alla collaborazione costituisce un’importante premessa per prevenire situazioni di disagio in classe che, una volta innescate, diventeranno molto più problematiche da affrontare e da correggere.

Va ricordato che il bambino adottato ha vissuto precedenti esperienze di relazione con educatori, affidatari, istitutori, insegnanti e che tale bagaglio incide fortemente sulla nuova relazione con l’insegnante. Per tale motivi è fondamentale conoscere le peculiari caratteristiche dei paesi di provenienza dei bambini sia per quanto riguarda i diversi sistemi scolastici che per quanto riguarda le caratteristiche culturali e sociali inerenti la relazione educativa.

E’ utile la consultazione di: http://www.commissioneadozioni.it/media/66895/sist%20scol%202%20n.e..pdf

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LA COLLABORAZIONE CON LA FAMIGLIA


 

La possibilità di relazione educativa significativa e positiva con il bambino passa anche attraverso la capacità di instaurare un rapporto di reciproca collaborazione con la famiglia.
I genitori adottivi hanno alle spalle un lungo percorso che li ha portati all’adozione e una conoscenza della provenienza e delle specifica realtà del proprio figlio; vanno ascoltati, senza indagare, rispettando la loro privacy e la le loro decisioni sul dire o non dire ciò che appartiene alla storia del proprio figlio. Vanno informati su ciò che avviene in classe in un’ottica di costruzione di un rapporto di rispetto e di collaborazione che sia la base del ponte tra casa e scuola, fondamentale per la crescita armonica del bambino, indispensabile per affrontare le problematiche che l’inserimento scolastico potrebbe far emergere.
Ecco dunque alcune indicazioni importanti rispetto alle scelte di inserimento scolastico:

  • E’ importante che prima della frequenza scolastica gli insegnanti conoscano i genitori e raccolgano le informazioni, la storia, le notizie sul bambino, sempre nel rispetto della privacy e senza assumere atteggiamenti indagativi e invasivi nei confronti della storia familiare.
  • E’ importante coniugare la necessità dell’obbligo scolastico con i tempi di adattamento e integrazione familiare del bambino: quando il bambino arriva in Italia ha come priorità assoluta quella di ambientarsi nel nuovo ambiente domestico e comunitario, deve riconoscere la nuova mamma e il nuovo papà, deve sentirsi figlio, al sicuro, con riferimenti certi, prima di poter affrontare il difficile passo dell’entrata a scuola.
  • Dall’ascolto e dalla collaborazione tra scuola e famiglia si potranno individuare le modalità e i tempi di iscrizione a scuola più adeguati e idonei nel rispetto dell’equilibrio del bambino, senza accelerazioni e senza discriminazioni, l’adozione non è una malattia ma richiede attenzione e cautela.

LA COLLABORAZIONE CON LA FAMIGLIA

DIALOGO TRA ADULTI


 

"Per affrontare con la classe il tema dell’adozione è importante che le questioni vengano affrontate prima tra adulti. Ogni allievo può essere preparato a casa ad un comportamento di rispetto. Il tema dell’abbandono, la possibilità che un bambino sia orfano, perda i genitori, è un tema scottante e inquietante per un bambino. L’insegnante può affrontarlo in classe con maggiore facilità se le famiglie di tutti gli allievi sono preparate e collaborative.  Per questo è importante chiedere ai genitori adottivi di raccontarsi tra genitori, con delicatezza e senza “esagerare” nei dettagli della storia personale del bambino. E’ opportuno chiedere ai genitori adottivi di informare sull’adozione gli altri genitori con semplicità, aiutati dall’insegnante a sdrammatizzare ma al tempo stesso a diffondere una corretta cultura della tutela dell’infanzia.
Vanno invece evitate esperienze, spesso proposte nelle scuole, che vedono i genitori adottivi invitati in classe a “far lezione” ai bambini sull’adozione. Sono esperienze che mettono in forte disagio i bambini e i genitori, difficilmente rendono possibile una adeguata gestione emotiva del tema, innescano spesso meccanismi di curiosità morbosa, di confusione, sottolineano la diversità anziché favorire la naturalezza e la normalità dell’essere tutti uguali e tutti diversi e speciali.

 

RIASSUMENDO


 

Sulla base di queste premesse, per non rendere l’adozione un tabu, per rendere possibile il racconto, l’espressione della propria storia da parte del bambino, il dialogo in classe tra bambini e con l’insegnante, le parole chiave sono: RISPETTO DEI TEMPI per acquisire fiducia, COLLABORAZIONE CON GLI ESPERTI E CON LE FAMIGLIE per conoscere a fondo le peculiari caratteristiche dell’adozione, RISPETTO DELLA PRIVACY poiché ciascuno ha il diritto di raccontare ciò che può, quando può se può e se lo desidera.
Il percorso in classe parte dunque da alcune attività che possono agevolare il racconto, la libertà di espressione, la possibilità di un dialogo profondo e confidenziale sulla propria storia.
E’ un percorso che non può e non deve riguardare SOLO il bambino adottato, ma che deve partire dal presupposto che un bambino adottato è occasione preziosa per affrontare e godere della ricchezza delle diversità all’interno della classe: ogni bambino ha una storia, un tesoro di cui tutti gli altri possono fare bagaglio in un clima di rispetto e di autentico interesse.
Ecco dunque alcuni strumenti didattici che possono aiutare gli insegnanti a costruire la possibilità di parlare in classe di famiglie speciali, di bambini di altri mondi, di genitorialità non convenzionali e non ancora purtroppo così facilmente narrabili.

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LAVORARE CON TUTTA LA CLASSE


 

Lavorare con bambini, ragazzi, a partire da attività relativamente semplici, legate alla sfera della quotidianità, può aiutare ciascuno a rappresentarsi modi diversi di essere e di vivere, a riconoscere la propria ed altrui identità, a far emergere la diversità quale valore e risorsa, a sviluppare interesse e sensibilità verso l’altro da sé, a condividere con altri il proprio mondo culturale.
Ciò assume ulteriore significato se si considera la presenza di situazioni nuove rispetto al passato, non solo bambini provenienti da un percorso di adozione, ma allievi migranti, figli di genitori separati e divorziati, bambini provenienti da situazioni di grave disagio familiare…
Accogliere un bambino adottato in classe è una preziosa occasione, dunque, per affrontare il tema della relazione con l’altro acquisendo strumenti che possano aiutare gli insegnanti quotidianamente impegnati (e affaticati) nell’affrontare, a volte con grandi difficoltà, il gruppo classe.

LAVORARE CON TUTTA LA CLASSE

LO SCAFFALE IN classe


 

L’insegnante può allestire uno scaffale con libri scelti, speciali, che aiutano ad affrontare temi importanti con i bambini: le culture di altri paesi, le emozioni, le diversità, le famiglie.
Qualche esempio interessante: LIBRI CHE AIUTANO A CRESCERE

 

LA COSTRUZIONE DEL LIBRO


 

E’ un’attività che consente ai bambini di esprimersi liberamente, senza un tema strettamente vincolante e che potrebbe suscitare difficoltà e paure, e scatenare emozioni troppo forti quando il bambino non è ancora in grado di sopportarle. Sono didattiche dove ciascuno può lasciare un segno della propria storia narrandola come può e come vuole.
Qualche esempio: http://www.barchettablu.it/formazione

 

LA storia personale


 

Il confronto con la propria storia può suscitare risposte molto diverse legate alle differenze individuali, alle modalità di preparazione all’adozione dei bambini nei diversi paesi di origine, alle situazioni traumatiche collegate all’abbandono; può comportare forti difficoltà quando la causa dell’abbandono non è nota, può variare nelle diverse fasi evolutive.
Risulta evidente, quindi, che la storia personale è materia da proporre con grande attenzione e cautela poiché va a toccare aree delicate e tocca eventi che non sempre il bambino è in grado do elaborare e rispetto ai quali non sempre il bambino ha acquisito strumenti idonei di elaborazione.
I bambini vanno rispettati nei loro tempi e nella loro possibilità di rivisitare il passato
Per agevolare l’abitudine a storicizzare gli eventi è possibile partire con micro-progetti sulla storia trascorsa a scuola. Non è necessario chiedere ai bambini di partire dai ricordi lontani, nè di “frugare” nella loro prima infanzia che nel caso dell’adozione è costellata di dolori e di traumi. Non è necessario chiedere ecografie, scarpette, vestitini da neonate, per costruire una sequenza storica si possono chiedere racconti, foto, disegni che riguardino non il privato famigliare, bensì momenti di classe.
Per costruire unità didattiche che introducano i pre-requisiti sullo studio della storia si può partire, a seconda della situazione territoriale e di comunità, dalla storia del paese, di un edificio, di una persona significativa (il sindaco, il panettiere, l’anziano del paese, il bidello…)
Qualche esempio interessante: http://www.genitorisidiventa.org/documenti/218_vs8_articolo_adozioni.pdf

 

La linea del tempo


 

Molto spesso i bambini adottati presentano alcune difficoltà nello studio della storia e, più in generale, nelle attività che richiedono astrazione.  Senza incorrere in generalizzazioni che risulterebbero dannose e fuorvianti e senza togliere la necessità, in alcuni casi, di richiedere il contributo di esperti in materia di difficoltà di apprendimento, è importante tenere presenti alcuni questioni che caratterizzano l’adozione:

  • rottura del legame con i genitori naturali (abbandono)
  • confronto con il passato
  • ricostruzione di una relazione di attaccamento
  • traumi specifici

Si tratta di questioni che hanno causato una rottura nella storia del bambino, una distorsione profonda rispetto al naturale ritmo vitale che, in situazioni di normalità consentono nella prima infanzia di interiorizzare il concetto di spazio e di tempo. Vale a dire che ai bambini adottati sono spesso venute meno le esperienze, nello stadio senso-percettivo, fondamentali per il loro successivi approccio con l’astrazione e la concettualizzazione dello spazio e del tempo.
E’ opportuno ricordare che tali questioni ricorrono nelle diverse tappe evolutive con diverse modalità di elaborazione.
L’adozione è una condizione esistenziale che NON si esaurisce negli anni ma che permane in modo definitivo proponendo e ri-proponendo questioni cruciali.
Il rapporto con il tempo, per tale motivo, resterò in queste persone un rapporto molto particolare e potrà risultare talvolta bizzarro e anomalo se non collocato nella dimensione esistenziale.
Qualche esempio interessante sulle buone pratiche per affrontare le difficoltà di concentrazione e le ansie da prestazione e in generale per elaborare le strategie di accoglienza dei bambini adottati in classe:
http://www.genitorisidiventa.org/documenti/679_guerrieriodorisio.pdf
http://www.scuolacreativa.it/pedagogia_lumaca.html
http://tuttiabordo-dislessia.blogspot.it
http://tuttiabordo-dislessia.blogspot.it/2010/11/associazione-giocolieri-e-dintorni.html

 


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