adozione internazionale

TESTIMONIANZE


 

Marco e Valeria con Daniele Yuncheng e Maddalena Jian Fei

#ritrattodifamiglia
"L’adozione per noi è arrotolare con pazienza, gioia e tenacia il filo rosso che, da sempre e per sempre, ci lega ai nostri figli, per intrecciarne uno nuovo e camminare insieme per la vita che verrà...Ci sono fili lunghi fino agli estremi confini della terra e fili corti fino solo alla pancia...non importa! Quello che conta davvero è solo l'Amore con cui sono intessuti”. Buon cammino a tutti da Marco e Valeria con Daniele Yuncheng e Maddalena Jian Fei, i nostri adorati mandorlini, ed il piccolo fratellino in arrivo a sorpresa a settembre, con un filo incredibilmente cortissimo! "

5 luglio 2017              

Giacomo, Sabina e Qian Yue

Giacomo, Sabina e Qian Yue sono diventati una famiglia soltanto qualche settimana fa. Sono tornati in Italia dalla Cina lo scorso 24 giugno e hanno deciso di condividere con tutti noi l’esperienza più intensa della loro vita.
"Quando diciamo adozione qual è la prima parola che vi viene in mente? “Meraviglia. La meraviglia del primo incontro, la meraviglia di ogni giorno, la meraviglia di fare nuove scoperte, giorno per giorno”. Qual è il suggerimento che vi sentite di dare a chi sceglie di diventare genitore? “Prima di tutto di armarsi di tanta pazienza. Non soltanto per l’attesa, ma per tutto quello che la vita di porta ad affrontare, al di là del percorso personale di ciascuno di noi. E poi bisogna guardarsi dentro, capire dove si vuole arrivare, fino a dove ce la si può fare. Bisogna essere motivati, più di ogni altra cosa al mondo”. Vostro figlio ha poco più di sei anni. Avete incontrato qualche difficoltà particolare? “L’unica difficoltà è legata alla lingua. Ma riusciamo a superarla grazie alla comunicazione del corpo. Per essere comunicato, l’amore, non ha bisogno di parole. Quelle le stiamo imparando, tutti insieme. Non abbiamo paura”. Buon vento e buona vita, famiglia Lella! Di tutto cuore da tutti noi di Cifa."

25 maggio 2017              

Tina, Marco e Ming

#ritrattodifamiglia
"L’adozione per noi è tante cose. È una rassicurante consapevolezza del non sentirci più soli, sterili. È un’esperienza traboccante d'energia viva per quella vita che ci è entrata dentro a tratti di prepotenza, a tratti con infinita tenerezza. È lui che ha abitato lentamente quel vuoto, giorno dopo giorno, si è infilato in ogni pensiero, in ogni gesto, in ogni lacrima, in ogni sorriso. È lui la nostra ragione per andare avanti sempre e comunque a testa alta con passo lungo e ben disteso”. Mamma Tina, papà Marco e il meraviglioso Ming.

18 maggio 2017              

Vania mamma di Alek

Oggi vogliamo condividere con voi una splendida esperienza di vita. A spiegarci cos’è per lei l’adozione è Vania, mamma di Alek, adottato con Cifa all’età di cinque anni, oggi splendido tredicenne. Lo racconta “prendendo in prestito” un tema di suo figlio.
"Io non ho particolari "riti propiziatori", solitamente penso che tutto vada bene e cerco di essere sempre ottimista. Avevo solo cinque anni quando arrivò il momento atteso per ben due anni: l'arrivo dei miei genitori per prendermi. Non ricordo se sapevo ciò che stava accadendo quando vennero a dirmi che c'era una sorpresa per me. Andai verso la porta e mi ritrovai davanti un uomo alto e robusto e una donna, anch'essa alta e con i capelli lisci e neri, che avevano dei volti felici e sereni. Li avevo già visti, mi avevano portato molti regali e hanno giocato molto con me. Per istinto corsi verso di loro e li abbracciai, loro ricambiarono con un altro abbraccio caloroso, sapevo che non sarebbe stato l'ultimo. Dopo ciò ce ne siamo andati ed io lascia insieme a loro quella casa. Restammo ancora una settimana in un appartamento prima di partire per l'Italia. Ero stanco, avevo fatto un viaggio lungo, perciò quella sera mi addormentai subito. Così arrivai in questo paese. Durante gli incontri, tra me e i miei futuri genitori, per conoscermi, io giocavo spensierato con i loro regali, ma non era tutto ciò che facevo. Infatti, li guardavo spesso in viso e negli occhi per rasserenarmi poiché coglievo una felicità immensa che mi faceva diventare un bambino sempre più felice. Grazie ancora e sempre al Cifa per questa nostra famiglia così ricca di sostanza d'amore. Mamma Vania".

23 marzo 2017              

Andrea, Francesca, Taiane e Pedro

Andrea, Francesca, Taiane e Pedro sono una splendida famiglia nata grazie all'adozione internazionale in Brasile.
"Per noi l'adozione è soprattutto "il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia". Banale? Non credo, tutti i genitori adottivi hanno letto questa frase, ma quanti adottano partendo da essa? Poi l'adozione è il coraggio, la paura, l'inconsapevolezza, la speranza dei bambini, più o meno grandi, che lasciano le loro povere e poche certezze per l'assoluta incertezza, partendo con due perfetti sconosciuti. Loro, i bambini sono i veri protagonisti dell'adozione e a loro dobbiamo guardare con tutto il nostro amore anche nei momenti tosti. La foto che vedete è stata scattata sette anni fa al nostro Pedro (allora 7 anni), alla partenza da Rio de Janeiro insieme con la sorella Taiane (allora 9 anni), ed è per noi la sintesi di tutto ciò. Sicuramente lui era affascinato dall'aereo che non aveva mai visto da vicino, ma noi adulti possiamo interpretarla proprio come uno sguardo verso un futuro ignoto...".

12 gennaio 2016              

Fabrizio, Antonella e il piccolo V

Fabrizio, Antonella e il piccolo V., che tra poco compirà quattro anni, sono la famiglia numero 100 – nel 2014 - che si è formata grazie alle adozioni internazionale in Russia, un Paese cui Cifa è molto legato.
Siamo tanto felici - racconta mamma Antonella -. Quando ci siamo avvicinati all’adozione non avevamo alcuna preclusione per nessun Paese. Il nostro desiderio più grande era quello di diventare genitore e di incontrare nostro figlio: in quel momento per noi non era così importante sapere da quale Paese sarebbe arrivato. Poi, proseguendo l’iter, abbiamo scoperto un legame profondo con la Russia. Ci siamo, come dire?, innamorati e così, accompagnati da Cifa con grande attenzione durante tutto il percorso, abbiamo conferito l'incarico per questo Paese. In pochi mesi è arrivato l'abbinamento e appena una settimana dopo il primo viaggio. È stata davvero un’emozione grandissima, e trovare le parole giuste per raccontarlo è difficile. Rischierei di non rendere giustizia a quello che indubbiamente è stato il momento più importante della nostra vita.

8 gennaio 2015              

R., T. e Lorenzo

Quando mio marito e io abbiamo iniziato ad approcciarci per la prima volta all’idea di diventare genitori grazie all’adozione internazionale, pensavamo di avere le idee chiare.
Sognavamo un bambino da crescere, da accudire, un bambino al quale cambiare i pannolini, un bambino da portare nel passeggino. Lo ammettiamo: era un bambino neonato, quello che popolava il nostro immaginario. E ammettiamo anche che è stato un processo lungo e laborioso comprendere che la cosa più importante, nell’adozione, non siamo noi genitori, ma il bambino che ancora aspetta di diventare figlio. E siamo maturati, cresciuti, cambiati.
Abbiamo cambiato le nostre prospettive e i nostri punti di vista. Gli operatori del Cifa, Barbara in particolare, ci sono stati accanto con attenzione e pazienza e ci hanno preparato perfettamente all’incontro con nostro figlio, che al momento dell’abbinamento aveva 4 anni e mezzo. Soprattutto, ci hanno dato gli strumenti per l’accoglienza, che verosimilmente, da soli, non avremmo mai saputo trovare. Ecco perché vogliamo ringraziare di tutto cuore il Cifa! Senza di voi non saremmo la mamma e il papà di Lorenzo, uno splendido scricciolo con gli occhi a mandorla!

23 dicembre 2014              

Francesca Giuseppe e Daniele

Dal momento in cui abbiamo dato il nostro mandato al CIFA e abbiamo spedito i nostri documenti in Russia la speranza ha iniziato a volare e anche se razionalmente non potevamo sapere quanto tempo mancasse ancora all’incontro con nostro figlio, naturalmente speravamo che fosse questione di poco.
In realtà non è stato così: sono passati ben 2 anni e quattro mesi pieni di sogni ma anche di momenti difficili e scoraggianti. Ma sapevamo che nostro figlio ci stava aspettando e questa è stata la forza che non ci ha fatto mollare mai. Quando meno ce lo aspettavamo, il telefono ha squillato e in una settimana ci siamo ritrovati sull’aereo che ci avrebbe portato da lui.
Quanta emozione e quanta felicità! Il nostro primo incontro è stato incredibile perché sembrava che ci conoscessimo da sempre e che ci fossimo solo rincontrati dopo tanto tempo. Dopo due giorni già ci chiamava mamma e papà e, pur parlando due lingue diverse, riuscivamo con il linguaggio dell’amore a capirci perfettamente. Le bolle di sapone e i palloncini sono stati per Daniele amore a prima vista e anche ora a casa sono tra i suoi giochi preferiti. Quella terra, le persone, i loro ritmi di vita e le loro abitudini ci sono rimasti nel cuore ed è stato bellissimo anche quando siamo arrivati a prendere Daniele con 28 gradi sotto zero, con tanto freddo e tanta neve.
Sono già passati otto mesi dal nostro arrivo in Italia insieme. I primi giorni e i primi mesi sono stati una continua scoperta per ognuno di noi, ciascuno nel suo nuovo ruolo di madre, padre e figlio. Ogni giorno ringraziamo il momento in cui abbiamo deciso di intraprendere il percorso dell’adozione che ci ha portati al nostro “Daniele”, l’amore grande della nostra vita. Daniele è allegro, solare, adora il mare fin dalla prima volta che lo ha visto. E’ anche socievole e tranquillo e quindi all’asilo ha molti amichetti e amichette, visto che è un grande tenerone. Le maestre lo adorano. A casa poi è un tesoro, aiuta tanto la sua mamma e gli piace moltissimo cucinare: soprattutto i dolci, la pizza e la frittata. È sano, ha solo qualche carie ai dentini, ma anche per quello è veramente un ometto e lascia sempre i dentisti increduli per quanto è bravo.
Fino ad ora è cresciuto a ritmo vertiginoso. Sembra quasi che questi figli restino fermi, come dei piccoli bulbi assopiti, fino a quando qualcuno inizia ad amarli e accudirli; allora “esplodono”, crescono e si fanno vedere nella loro meravigliosa unicità. Daniele ci dice tutti i giorni che ci vuole tanto bene, ci riempie di baci, canta e balla dalla felicità. Spesso di notte mentre dorme ride di tutto cuore e questo ci regala una gioia infinita.
Per tutte le coppie che intraprenderanno o hanno già intrapreso il nostro stesso bellissimo percorso consigliamo per prima cosa di affidarsi a un Ente serio, scrupoloso, con tantissimi anni di esperienza e con tanti paesi in cui è possibile adottare. Un ente fatto di persone altamente qualificate, professionali e con tanta umanità. Questo perché hanno in mano il vostro destino e quello di vostro figlio, ma soprattutto perché devono essere una garanzia per quando sarete all’estero e vi aiuteranno e vi supporteranno in tutto. E’ importante non essere lasciati soli soprattutto in quei delicati momenti. Cercate poi di non porvi limiti sull’età del bambino: all’inizio tutti ci facciamo l’idea di un bimbo piccolo, ma con il passare del tempo vi renderete conto che l’età non ha più importanza e che tutti i bambini hanno il diritto di essere amati. Sono tutti piccoli cuccioli bisognosi delle vostre cure e del vostro amore.
E poi non mollate mai, anche se ci sono momenti duri, difficili in cui sembra impossibile uscire dal limbo dell’attesa, un limbo che fa paura perché non sappiamo quanto può durare. La cosa importante è affidarsi completamente all’ente e non dubitare mai del suo operato. Il telefono prima o poi squilla e ci dimentichiamo di tutto quello vissuto fino ad allora. Bisogna vivere l’esperienza adottiva a piccoli passi, piccoli traguardi raggiunti, avendo sempre i piedi per terra con la consapevolezza che gli ostacoli ci possono essere sempre fino a che non abbiamo nostro figlio a casa con noi. Ma vale sempre comunque la pena di vivere tutto questo perché vi regala la gioia più grande della vita, la vostra ragione di vita. Quindi “forza!” perché è l’avventura più bella e incredibile che può essere vissuta, ci fortifica, ci fa mettere in discussione, ci allarga il cuore. Buon viaggio e buona fortuna a tutti.

13 giugno 2014              

D. e M.

Sono passati 3 anni dall’inizio. Anni che durante l’attesa sembrano non passare mai, ma che ora sono un ricordo lontano, molto lontano! Adesso siamo in 3, finalmente! Siamo felici di aver scelto il CIFA per essere seguiti in questo percorso, per molti motivi. La professionalità, la disponibilità, la correttezza e, soprattutto, la schiettezza.
L’adozione con il CIFA ci ha cambiati e ci ha insegnato molte cose: un bambino è uguale in tutto il mondo, un bambino è piccolo anche se ha 7 anni, un bambino abbandonato ha bisogno di noi, del nostro amore, della nostra comprensione anche se per esprimerlo...ti fa saltare i nervi! E soprattutto l’adozione non è una favola felice, è piena di imprevisti, rallentamenti e, quando si conclude, è piena di incognite e difficoltà che non pensavi avresti mai affrontato.
Nel nostro caso il percorso con il CIFA è durato un anno e mezzo dal mandato: un anno in attesa di abbinamento, 6 mesi in attesa di portare a casa il nostro piccolo etiope. Finalmente il primo viaggio, per conoscerlo e firmare l’adozione in Etiopia. Dopo 2 mesi il secondo viaggio, per portarlo a casa con noi. Attesa estenuante, ma alleviata dalla disponibilità degli operatori a darci informazioni ogni volta che telefonavamo o mandavamo e-mail, dalla gentilezza del referente e dalla sua capacità di farci sentire “amici” del popolo etiope e di tutti i bimbi in attesa di famiglia.
L’incontro è stato emozionante…non avevamo mai provato nulla di simile! Ma l’arrivo a casa e la vita assieme sono qualcosa di veramente sconvolgente. Ti rendi conto che tutto quello che ti eri immaginato prima non aveva assolutamente senso, che il bimbo che ti sei portato in casa a volte non lo conosci e ti sembra un estraneo, ma che quando ti abbraccia e ti chiama “mamma” o”papà” ti pare di averlo sempre avuto con te e il tuo cuore si scioglie.
Consigli alle coppie in attesa? Non immaginate, non costruite castelli in aria, aspettatevi il peggio (se va meglio sarà solo una bella sorpresa!), impiegate il tempo libero in attività interessanti e che poi non potrete più fare, chiamate il CIFA, quando non ce la fate più (!!!) e, soprattutto, chiedete aiuto, sia prima sia dopo l’adozione! Chiedete aiuto alle altre coppie, chiedete aiuto al CIFA e agli operatori preposti, parlate con il vostro compagno o compagna delle vostre emozioni, parlate, parlate, parlate!
Consigli al CIFA? Sì! Ragazzi, l’attesa è dura: anche se non richieste esplicitamente, fornite notizie sulle coppie che partono e che tornano, sulla situazione della lista d’attesa, sui progressi che si stanno facendo negli abbinamenti. Tutte queste informazioni fanno bene all’anima e aiutano a gestire con più calma e consapevolezza l’attesa.
Un grazie speciale a tutti gli operatori della sede di Mirano: siete una forza!

23 marzo 2014              

Barbara, Antonio, Anton Andrea e Tianxiang Lorenzo

Firenze....Pechino, partenza in tre, rientro in quattro!

É la nostra seconda esperienza adottiva, e come tutte le storie della vita è un percorso completamente diverso. Tanto è stato accidentato e pieno di imprevisti il primo, quanto è andato liscio e veloce il secondo! Tutti e due, però, ci hanno donato due splendidi figli.
Siamo arrivati al momento della partenza per la Cina talmente di corsa, che quasi mancava il tempo per respirare, le cose da fare erano molte e il tempo poco! La segnalazione a metà settembre… partenza 29 novembre 2013!
Ho potuto rilassarmi e iniziare a pensare come sarebbe stato questo secondo "parto" adottivo sul volo intercontinentale: ho lasciato che le emozioni scorressero libere cercando d'immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a pochi giorni. La foto con il volto sorridente e birichino di TianXiang, che era appesa nella camera dei bambini e in cucina, sarebbe diventata realtà e la nostra famiglia sarebbe stata al completo!
Arriviamo a Pechino sabato, giusto il tempo di riposarsi un po’, conoscere la referente e rivedere le famiglie compagne di viaggio, poi via, alla volta di Hohhot, capoluogo della Regione Autonoma dell’Inner Mongolia , dove avremmo incontrato per la vita il nostro cucciolo.
Abbiamo trascorso la restante parte della domenica un po’ come "sulle uova". La referente ci aveva detto che anche Tian stava viaggiando verso Hohhot in treno dalla città d'origine. Un lungo viaggio di 9 ore: ci chiedevamo cosa stesse pensando....Arrivati a sera eravamo un po’ agitati, con la consapevolezza che dal giorno dopo la nostra famiglia si sarebbe aperta e allargata e avrebbe accolto Tianxiang, con la sua storia. Era un nuovo capitolo tutto da scrivere! Complice però il fuso orario, il sonno ha vinto. Ricordo bene che il pensiero che mi ha accompagnato prima di addormentarmi è stato che, anche se non eravamo ancora assieme, eravamo sotto lo stesso cielo, per la prima volta!
L'incontro è stato un momento speciale e difficile nello stesso tempo. Tianxiang ci ha riconosciuto; l’album di foto inviato qualche settimana prima ci aveva fatto conoscere a distanza, ma non ci è corso incontro. È  scappato piangendo, ma noi non ci siamo scoraggiati, anche se il fratello si è un po’ innervosito. “Dall'alto” dei suoi 10 anni non capiva la reazione, ma proprio grazie alla sua pazienza, al suo porgergli, con un sorriso, i regali che gli avevamo portato e ai palloncini che avevamo con noi, ha superato la diffidenza e si è sciolto. Con il fratello è stato amore a prima vista e reciproco. Sono buffi assieme, per i 5 anni che li separano.
Superato il momento iniziale di diffidenza, si è affidato a noi con naturalezza ed è per tutti  fonte di gioia. Le tre settimane di permanenza sono trascorse tranquillamente, anche se sentivamo un pochino nostalgia di casa, come ora, che siamo rientrati, c’è nostalgia di Cina!
Certe volte lo guardo mentre dorme nel suo letto e mi sembra impossibile che sia arrivato così velocemente e che, come Anton, ci abbia reso genitori e insieme ci abbiamo dato la gioia e l’orgoglio di poter essere madre e padre.
Siamo a casa da alcune settimane, stiamo, piano, piano ritrovando l’equilibrio famigliare. Come tutte le cose importanti c’è bisogno di tempo, amore, dedizione e cura per farle venire bene e noi, ogni giorno cerchiamo di fare del nostro meglio.

14 gennaio 2014              

Mamma, papà. Federica e Andrea

L’adozione è un viaggio nel nostro profondo, alla scoperta di sensazioni intime e sentimenti forse mai rivelati. E’ anche un viaggio fisico, alla scoperta delle proprie forze, di altri sapori, profumi, di altra gente. In poche parole, di un altro mondo, in tutti i sensi. Per noi, coppia da tanti anni insieme, il percorso fino all’adozione di nostra figlia prima, e di nostro figlio dopo qualche anno, è stato un bel viaggio, fatto di tappe e fermate, lento ma sempre con quell’obiettivo, quella meta sempre più vicina, sempre più reale.

L’attesa della nostra prima adozione è stata faticosa, il tempo sembrava non passare mai e poi, in tre mesi, ecco l’abbinamento e poi la partenza per il Vietnam. Tutto ciò che per anni avevamo tanto atteso e sperato è arrivato cogliendoci quasi impreparati e un po’ incoscienti. L’incontro con la nostra bimba è avvenuto in istituto. Al nostro arrivo, tutte le persone presenti ci guardavano sorridendo partecipi e noi abbiamo subito percepito una tenerezza e una sensibilità che ci ha tranquillizzato, anche perché ci sentivamo un po’ impacciati e inesperti e quasi timorosi di rompere un incanto, mentre la nostra bimba ci guardava con due occhi bellissimi e vispi.

Nei giorni successivi abbiamo dovuto sperimentare e dare fondo a tutte le nostre capacità di intuito, pazienza e forza fisica per indovinare i bisogni di una piccola bimba di dieci mesi. Abbiamo camminato chilometri sotto i viali ombrosi di Hanoi con lei tranquilla e curiosa nel marsupio, cogliendo profumi, colori e sapori di un paese magnifico, tra persone accoglienti e generose.
La nostra bimba è ben inserita in famiglia, adorata da tutti i parenti, frequenta l’asilo, è vivace e allegra. È stata un’esperienza bellissima sotto tutti i punti di vista, indimenticabile e, forse proprio per questo, a distanza di poco, abbiamo pensato di allargare la nostra famiglia dando la nostra disponibilità ad accogliere un fratellino o una sorellina.

Questa volta il paese è la Cina e questa seconda attesa, dobbiamo ammettere, è meno frenetica, anche se il pensiero ogni giorno corre dall’altra parte del mondo. Le giornate sono tanto impegnate e il tempo scorre veloce, almeno fino al giorno della segnalazione. Raccontare a parole cosa significa dover decidere in due ore per un sì o per un no a un bimbo è molto difficile. Nel nostro caso la decisione era già presa nel nostro cuore molto tempo prima e poi, quel giorno, era il suo primo compleanno, non poteva esserci segno migliore di così.

Questa volta a partire saremo stati in tre e organizzare il viaggio di tre settimane è sicuramente un po’ più complesso.
Il nostro primo incontro è stato un po’ diverso dalla nostra prima esperienza: intanto è avvenuto nell’ufficio del funzionario incaricato della firma dei documenti e il nostro bimbo è arrivato accompagnato da due signore dell’istituto e lasciato letteralmente nelle nostre mani. Nonostante la presenza di nostra figlia che tentava un timido approccio con qualche gioco, il nostro bimbo era in piedi rigido che ci guardava con il terrore dipinto negli occhi. I giorni successivi poi sono stati difficili, abbiamo dovuto conoscerci poco a poco, i progressi sono stati lenti ma continui. Il nostro bimbo si è affidato a noi sempre di più e noi abbiamo fatto spazio nel nostro cuore cercando di ragionare di più con le emozioni.

Il lungo viaggio in Cina è stato sicuramente più impegnativo del primo, ma non meno emozionante, ci ha messo a dura prova, ma vedere ogni giorno i cambiamenti del nostro bambino è una soddisfazione che ci ripaga dalle difficoltà che abbiamo affrontato.

La nostra vita è cambiata ancora, perché in quattro gli equilibri cambiano di nuovo, la casa è un caos di colori e giochi, la nostra vita di adesso è quella di tutti: soddisfazioni giornaliere, crisi temporanee, sfoghi, stanchezza, ma anche risate, coccole, il piacere di stare insieme, di giocare, di crescere ogni giorno.

A tutti i futuri genitori adottivi ci sentiamo di consigliare di pensare bene a ogni scelta che si fa o si sta per fare, perché dietro c’è un bambino in carne e ossa con una storia, un passato bello o brutto e non solo un nome o, peggio, una patologia.

Al CIFA vorremmo dire che ci siamo sentiti seguiti e sostenuti e che il lavoro fatto in questi ultimi anni, soprattutto nel post adozione, secondo noi è prezioso e ci aiuta sapere di avere un appoggio e che c’è sempre qualcuno che ci capisce, perché il vero lavoro inizia quando si rientra a casa. Grazie!

31 maggio 2013              


CIFA ONG

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