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11 settembre 2010
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Adozione Internazionale. Convegno 11 Settembre a Torino
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6 settembre 2010
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PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE DELIBERATO DALLA CAI
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2 settembre 2010
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COLLOQUIO INFORMATIVO MARCHE
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1 settembre 2010
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COLLOQUIO INFORMATIVO RUSSIA
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31 agosto 2010
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AGEVOLAZIONI REGIONE FVG
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31 agosto 2010
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CIFA SEGNALA: CORSO SU PROGETTAZIONE SOCIALE A TREVISO
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30 agosto 2010
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COLLOQUIO INFORMATIVO VENEZIA
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| in rilievo |
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7 settembre 2010
ONU: STOP ALLE VIOLENZE CONTRO I BAMBINI
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“Oggi, parlare della violenza sui bambini non è più un tabù. Anni addietro, non avremmo potuto tenere discussioni sull’argomento come possiamo fare ora”. Lo ha detto il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la violenza nei confronti dei bambini, Marta Santos Pais, dopo aver speso un anno di lavoro nella mansione, ad una conferenza tenuta in Ghana nei giorni scorsi.
Un numero di bambini compreso tra i 133 e i 275 milioni sperimenta forme di violenza domestica ogni anno. La maggior parte di costoro vive in Asia e nell’Africa Sub-Sahariana, stando ai dati dell’ONU sulla violenza nei confronti di minori pubblicati in un rapporto del 2006.
Il rappresentante delle Nazioni Unite dichiara di volersi applicare, per i prossimi due anni, alle seguenti quattro priorità: cercare di far passare, in molti paesi, le norme legislative che proibiscono ogni forma di violenza contro i bambini; raccogliere più dati sulle violenze; istituire reti di consultori per i bambini che sono vittime di violenza e far forza sui governi per approvare un piano che si proponga di eliminare ogni forma di violenza sui minori.
“I bambini – ha affermato la Santos Pais – devono poter fare affidamento sul fatto che, quando denunciano le violenze subite, non verranno ignorati; questo significa un miglioramento dei sistemi che permettono le segnalazioni delle violenze, e nuove unità di consulenza psicologica nelle scuole e in altre istituzioni”.
Fonte:
IRIN – Humanitarian news and analysis
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6 settembre 2010
ITALIA: PARCO GIOCHI DISCRIMINA BAMBINI DOWN
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A Gardaland i bambini e ragazzi con sindrome di Down sono esclusi dall'accesso alla maggioranza delle attrazioni. Una trattativa durata mesi tra la direzione del parco e Il coordown, coordinamento di associazioni Down ha portato a un nulla di fatto. Il 25 maggio è avvenuto un incontro con la direzione durante il quale sono state avanzate proposte per riuscire ad arrivare a una soluzione che rassicurasse la direzione ma salvaguardasse la dignità di quei bambini e ragazzi che arrivano al parco per una giornata di svago e ricevono invece un rifiuto. In quest’occasione la direzione di Gardaland si rese disponibile a valutare le proposte impegnandosi a fornire risposte entro una decina di giorni, tempo necessario per una consultazione con il proprio ufficio legale e per la verifica delle limitazioni presenti in altri parchi con analoghe attrazioni.
Ma si trattava di un bluff. La direzione continua a prendere tempo con toni che sembrano aggiungere la beffa al danno. A Mirabilandia questo tipo di discriminazione invece non avviene. «Se la questione si limitasse alla voglia di andare in giostra», scrive in un comunicato stampa l’Associazione Italiana Persone Down, « il problema sarebbe dunque risolto: basterebbe consigliare altri parchi divertimenti. Ma la questione dolente è sul piano etico e culturale: la persona con sindrome di Down è riconoscibile dai suoi tratti somatici e questo genere di discriminazione è un campanello di allarme inquietante e inaccettabile».
Una socia racconta di essere andata con il marito e i due figli, tra i quali un tredicenne con sindrome di Down. «Hanno lasciato salire il bimbo di 2 anni e non lui» ha raccontato incredula «non mi raccontino che sono questioni di sicurezza». L'associazione Down invita a dire NO a questa pericolosa tendenza preferendo altri parchi ed esprimendo il pubblicamente il proprio dissenso.
Fonte:
Vita.it
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3 settembre 2010
SRI LANKA: BAMBINI TRAUMATIZZATI
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Kannan, 9 anni, di etnia Tamil, era fuggito da casa con la sua famiglia durante il picco dei combattimenti tra i Tamil e l’esercito governativo dello Sri Lanka, durante la feroce guerra civile avvenuta lo scorso anno sull’isola. Kannan abitava a Kilinochchi, la base principale dei ribelli Tamil.
“Ero terrorizzato. C’era sangue dappertutto”. E il trauma di quelle giornate terribili è stato difficile da cancellare. Come questi bambini, che hanno attraversato teatri di guerra, possano uscire definitivamente dal trauma subito, dipende dall’attenzione extra che ricevono – ha affermato Mahesian Ganeshan, uno psichiatra infantile che opera nello Sri Lanka orientale. “Questi bambini hanno bisogno di un ambiente familiare che si prenda cura di loro, e di un ambiente esterno alla famiglia che li aiuti a superare l’esperienza traumatica”.
Molti bambini dello Sri Lanka hanno infatti vissuto l’esperienza dello Tsunami nel 2004, quella della guerra civile oppure entrambe, e tali traumi si sommano spesso alla violenza domestica, alla morte dei familiari, alla perdita di accesso alle cure mediche o all’impossibilità di andare a scuola insieme ad altri bambini.
L’Unicef ha identificato almeno 4000 bambini, tra cui alcuni sono ex bambini soldato, che necessitano di un supporto psicologico urgente. Devono essere inoltre effettuati studi – ha spiegato Mervyn Fleticher, responsabile per la comunicazione di Unicef in Sri Lanka – per capire quanti altri bambini ne hanno realmente bisogno. Anche il Governo dello Sri Lanka si sta muovendo in questa direzione, cercando di erogare maggiori servizi a favore dei bambini traumatizzati.
Fonte:
IRIN – Humanitarian news and analysis
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2 settembre 2010
VIETNAM: ABUSO SU MINORI PIU’ COMUNE DI QUANTO SEGNALATO
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Il numero di casi di abuso infantile in Vietnam è nettamente aumentato nel 2010: un dato che desta molta preoccupazione anche perchè non comprende una vasta quantità di casi non segnalati alla polizia. A dirlo è Dam Huu Dac, Ministro del Lavoro, degli Invalidi e degli Affari Sociali del Vietnam.
Secondo i dati ufficiali, durante i primi sei mesi dell’anno sono stati vittima di abuso (sessuale e non) 704 bambini, triplicando il dato corrispondente ai primi sei mesi dello scorso anno. Il 13,5% dei bambini abusati avevano meno di sei anni, e il 37% avevano un’età compresa tra i sei e i 13 anni.
Po Me Nu, una studentessa quattordicenne appartenente a una minoranza etnica della provincia settentrionale di Dien Bien, ha inoltre spiegato che molte tra le ragazze che vivono nel suo vicinato sono state costrette a sposarsi a 13 o 14 anni. “Vengono spesso picchiate dai loro nuovi mariti, e minacciate perché non dicano nulla”.
Fonte:
AsiaOne News
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1 settembre 2010
SUDAN: ESERCITO DEL SUD RINUNCIA UFFICIALMENTE AI BAMBINI SOLDATO
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31 Agosto - L’agenzia delle Nazioni Unite incaricata della protezione dei diritti dell’infanzia ha dato oggi il benvenuto al lancio di un programma del Governo Sudanese per bloccare l’utilizzo di bambini soldato nell’Armata sudanese per la Liberazione del Popolo (SPLA).
La formazione di un’unità per la protezione dei bambini in Sudan segue un piano d’azione firmato dalla stessa SPLA, che si impegna a rilasciare tutti i bambini dai suoi ranghi entro il mese di Novembre 2010, smettendo di sfruttare bambini soldato nel Sudan meridionale.
L’Unicef ha salutato il provvedimento come una pietra miliare per i diritti dei bambini in questo paese, dove la SPLA e Partito del Congresso Nazionale (NCP) hanno firmato un accordo di pace nel 2005 per scrivere la parola fine alla lunga guerra tra il Sud e il Nord del Sudan.
“Il lancio del programma testimonia l’impegno del governo sudanese e della SPLA per accelerare la creazione di un contesto dove i diritti di tutti i bambini siano rispettati” ha commentato Catherine Mbengue di Unicef, in una conferenza stampa nella città di Juba. “Ora devono essere prese misure concrete perché la SPLA rispetti gli obblighi”.
Fonte:
UN News Centre
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31 agosto 2010
BOLIVIA: PREOCCUPANTI CONDIZIONI DI POVERTA’ INFANTILE
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L’Unicef ha recentemente diffuso le ultime statistiche riguardanti la condizione dell’infanzia in Bolivia, che mostrano una radiografia della povertà che influenza in particolar modo i bambini. Una buona parte della popolazione infantile boliviana vive infatti in condizioni di estrema indigenza, in stato di abbandono oppure sottomessa a diverse forme di violenza.
Secondo il rapporto di Unicef, due milioni di bambini vivono in condizioni di povertà estrema e almeno 800.000 bambini sono costretti a lavorare, spesso in condizioni rischiose (si tratta di bambini e adolescenti che hanno tra i 5 e i 14 anni). Viene inoltre segnalato che per sei minori ogni le necessità basilari non vengono soddisfatte, 6.000 bambini vivono nelle strade e circa 2.000 vivono in zone di detenzione insieme a uno o entrambi i genitori, mentre più di 32.000 sono accolti in istituti per bambini abbandonati.
Se questi dati sono preoccupanti, lo sono ancora di più quelli riferiti esplicitamente alle aree rurali della Bolivia, che riflettono l’alto grado di miseria in cui vive la maggior parte della popolazione dei paese nonostante tutti gli sforzi realizzati dallo Stato negli ultimi due decenni. Effettivamente, il documento di Unicef attesta che 9 bambini su 10, nelle zone non urbanizzate, vivono sotto la soglia della povertà.
Fonte:
La Jornada (Bolivia)
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30 agosto 2010
INDONESIA: SFOLLATE 30MILA PERSONE PER ERUZIONE
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Altre ottomila persone sono fuggite dalle pendici del monte Sinabung, dopo una nuova eruzione del vulcano nel Nord Sumatra, portando ad almeno 30 mila il totale degli sfollati.
Il vulcano era “dormiente” da 400 anni. Da due giorni esso continua ad emettere fumo e ceneri e molti si attendono che vi sia anche un’eruzione di lava. Stamane, l’eruzione è avvenuta alle 6.30 (ora locale), creando un’enorme colonna di fumo alta almeno 2 mila metri. Almeno 31 villaggi sono stati evacuati, essendo a sei km dalla bocca del cratere. Il monte Sinabung si trova nella provincia di North Sumatra, a 1300 km a nord-ovest di Jakarta.
La protezione civile nazionale consiglia agli abitanti della zona e agli sfollati di indossare maschere. A causa delle ceneri disperse nell’atmosfera, un uomo è morto per problemi di respirazione.
Fra i vulcanologi vi è impaccio perché essi non conoscono molto sulle caratteristiche del monte Sinabung, essendo le sue attività rimaste sopite per lungo tempo.
L’Indonesia è considerata l’area nel mondo con il maggior numero di vulcani attivi: almeno 500, dei quali 68 sono i più pericolosi perché situati in zone popolose come Giava e Sumatra.
Fonte:
Asianews
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27 agosto 2010
OSSERVATORIO DIRITTI MINORI: SERVONO SOLUZIONI PER BAMBINI MIGRANTI
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"Le dichiarazioni d'intenti non bastano più. La politica, senza distinzione di parte, deve farsi carico delle esigenze di quanti entrano in territorio italiano, soprattutto dei bambini": è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia, in relazione all'atroce morte del bambino di 3 anni in un campo rom.
Per Marziale: "Il fenomeno delle migrazioni, che siano rom o di altra etnia, è insito nel processo di globalizzazione, è irrefrenabile e l'Italia avrebbe dovuto già essere attrezzata a fronteggiarlo. Così non è - continua il sociologo - a causa della continua litigiosità politica, che di fatto preclude soluzioni universalmente accettabili negando quella cittadinanza di cui ogni bambino dovrebbe godere in ogni angolo del mondo, come sancito dalla Dichiarazione Universale sui Diritti dell'Infanzia".
"Ci sono problemi la cui soluzione non può attendere la ricomposizione delle contese - afferma il presidente dell'Osservatorio - perché stuoli inquantificabili di bambini, ogni giorno, devono affrontare asperità inaudite. E' necessario agire speditamente e con la più ampia convergenza, perché morti come quella del piccolino di 3 anni pesano sulla coscienza collettiva di un Paese".
Alla parole di Marziale si aggiungono quelle del direttore generale dell'Osservatorio, Alessandro Pedrini, che auspica: "Un tavolo urgente fra i segretari di ogni partito rappresentato nell'arco costituzionale al fine di trovare una soluzione unitaria volta a garantire tutela a tutti i bambini migranti. Cosa che dovrebbe fare anche l'Unione Europea in soccorso dei Paesi che la compongono - è il monito di Pedrini - senza limitare la propria azione ad anatemi che lasciano il tempo che trovano".
Fonte:
Affaritaliani.it
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26 agosto 2010
PAKISTAN: E’ EMERGENZA CONTINUA DOPO ALLUVIONI
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Sarebbero circa 800 mila le persone rimaste isolate a causa delle inondazioni che hanno messo in ginocchio il Pakistan. La stima è delle Nazioni Unite, che hanno rivolto un appello per l’impiego di un maggior numero di elicotteri per distribuire viveri e medicinali alle popolazioni colpite. “Mentre le inondazioni continuano a provocare la fuga di milioni di persone nel sud del Pakistan, circa 800 mila sono raggiungibili solo via aerea”, si legge in una nota dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari Onu (Ocha). Sono già 1600 le vittime della catastrofe naturale, ma in milioni ora rischiano il contagio di epidemie come il colera e la dissenteria. “Sono inondazioni senza precedenti che pongono sfide logistiche senza precedenti, per questo è necessario uno sforzo straordinario da parte della comunità internazionale, ha sottolineato John Holmes, sottosegretario generale per il coordinamento degli affari umanitari. Anche perché l’ondata di maltempo è tutt’altro che alle spalle, con il livello delle acque che continua a salire in molte aree del sud del Paese e che rischia di provocare ulteriori danni. Sono centinaia di migliaia le persone rimaste senza una casa, così come sono tanti gli ettari di terreno coltivato andati perduti.
Incontrando esperti sanitari per coordinare le operazioni di assistenza e far fronte all’emergenza, il premier pachistano Yousuf Raza Gilani si è detto “seriamente preoccupato” per il rischio contagi, riferendo che sono più di 3,5 milioni i bambini a rischio. Durante il vertice, svoltosi ieri alla presenza di medici, funzionari del ministero della Sanità, rappresentanti Onu e membri di organizzazioni non governative, Gilani ha definito l’emergenza in atto “la peggiore calamità naturale nella storia del Pakistan”. “Siamo seriamente preoccupati per la diffusione di epidemie – ha sottolineato il primo ministro -. È alta la probabilità che insorgano malattie come il colera, la dissenteria, soprattutto per i bambini, i soggetti più deboli”. “Le epidemie nelle aree colpite dalle alluvioni normalmente si registrano entro quattro-sei settimane e dobbiamo rimanere vigili e prepararci ad affrontare la situazione”, ha riferito il coordinatore sanitario nazionale, Jahanzeb Orakza.
L’Onu ha raccolto circa il 70 per cento dei 460 milioni di dollari chiesti per far fronte alle prime necessità. Fondi che sono comunque insufficienti per evitare che una situazione già così tragica possa ulteriormente peggiorare. Il Programma alimentare mondiale ha già messo a disposizione del Pakistan viveri per sfamare sei milioni di persone in un mese, ma la distribuzione è fortemente rallentata dalle difficoltà a raggiungere molte aree colpite. Le alluvioni hanno provocato anche enormi perdite economiche, con migliaia di ettari coltivati andati persi. E oggi il ministro delle Finanze pachistano, Abdul Hafeez Shaikh, parteciperà ad un vertice con rappresentanti del Fondo monetario internazionale per discutere di un prestito di 11 miliardi di dollari.
"A seguito di una catastrofe come quella attualmente in corso in Pakistan, che tocca milioni di famiglie e di bambini - commenta il Presidente di Cifa Onlus, Gianfranco Arnoletti - ci aspettiamo un intervento concreto da parte del nostro Governo, e attendiamo inoltre qualsivoglia iniziativa da parte del Dipartimento per le Politiche della Famiglia, attraverso le sue ONG di riferimento."
Fonti:
Il Velino
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25 agosto 2010
ITALIA: MILLE BAMBINI VITTIME DI TRATTA
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Sono almeno 50 mila le vittime di tratta e sfruttamento in Italia che hanno ricevuto protezione, assistenza ed almeno un primo aiuto fra il 2000 e il 2008; quasi mille (986) le vittime con meno di 18 anni.
I dati, del ministero per le pari opportunità, sono segnalati nel rapporto annuale di Save the children sulle 'Nuove schiavitù". Nigeria, Romania, Moldavia, Albania, Ucraina le nazionalità prevalenti delle vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Oltre 5 mila gli indagati per riduzione o mantenimento in schiavitu' e per il reato di tratta di persone. Il rapporto sottolinea poi che sono 4.466 i minori stranieri non accompagnati in Italia; 2.500 quelli seguiti dalla stessa Save the children tra il 2009 e il 2010. i minori sfruttati piu' a rischio sono gli afgani, egiziani e bengalesi e romeni.
"Se vogliamo aiutare davvero le vittime di tratta e sfruttamento - afferma il direttore generale di Save the children per l'Italia, Valerio Neri - bisogna garantire un' adeguata presenza di unita' di strada che le aggancino e che, guadagnando la loro fiducia, possano offrire una prima assistenza e orientamento. Spesso i minori presi in operazioni di polizia, si sentono criminalizzati e anche per questo scappano dalle strutture protette in cui vengono inseriti".
"Il dato che emerge dal nostro dossier - precisa Neri - e' l'allargamento del bacino di minori sfruttati o potenziali vittime di sfruttamento, mentre la tratta sembra sempre piu' circoscritta al gruppo delle ragazze nigeriane e dell'est Europa.
Nel caso di minori stranieri non accompagnati parliamo di ragazzi che si lasciano alle spalle situazioni così difficili da essere disposti a tutto pur di non tornare indietro e per questo accettano di prostituirsi, di lavorare in nero nel settore orto-frutticolo e della ristorazione, di spacciare, chiedere l'elemosina, compiere attività illegali". Fra l'altro, "un significativo numero di quelli che arrivano da soli in Italia non entrano in contatto con le comunità e i servizi sociali, quindi non vengono registrati dal Comitato Minori Stranieri, e rimangono esposti a molti rischi". [...]
Fonte:
RaiNews24
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7 settembre 2010
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ONU: STOP ALLE VIOLENZE CONTRO I BAMBINI
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6 settembre 2010
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ITALIA: PARCO GIOCHI DISCRIMINA BAMBINI DOWN
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3 settembre 2010
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SRI LANKA: BAMBINI TRAUMATIZZATI
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2 settembre 2010
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VIETNAM: ABUSO SU MINORI PIU’ COMUNE DI QUANTO SEGNALATO
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1 settembre 2010
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SUDAN: ESERCITO DEL SUD RINUNCIA UFFICIALMENTE AI BAMBINI SOLDATO
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31 agosto 2010
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BOLIVIA: PREOCCUPANTI CONDIZIONI DI POVERTA’ INFANTILE
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