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L'Ufficio di Cooperazione Internazionale allo sviluppo di Cifa Onlus si è impegnato a partire dal 2002 in 13 Paesi del mondo e 4 continenti nella realizzazione di progetti di emergenza, progetti di cooperazione di medio-lungo termine e programmi di sostegno a distanza.
Abbiamo sempre ritenuto essenziale, per la piena riuscita dei nostri progetti, mantenere vitali nel tempo i benefici delle azioni implementate. Grazie al coinvolgimento attivo di comunità e partner locali, inoltre, è stato possibile replicare molti dei nostri progetti, nell'interesse dei diritti dei bambini.

Leggi i progetti che abbiamo portato a termine con successo, suddivisi per continente e nazione.
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Africa - Etiopia
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Etiopia - Indagine conoscitiva sulla situazione dei bambini istituzionalizzati, individuazione dei loro bisogni e creazione di un servizio di supporto psico-sociale interno agli istituti governativi
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Nella capitale etiope sono 45 gli istituti riconosciuti e autorizzati ad accogliere bambini in situazione di abbandono. Dei 45 istituti, 3 sono governativi e 41 privati.La Regione Amministrativa di Addis Abeba, in particolare il Social and Civil Affairs Bureau (SCAB), è l’organismo di controllo e verifica del loro operato. Attraverso tale progetto si intende rafforzare le competenze dello SCAB per determinare una effettiva conoscenza dei servizi offerti ai bambini nei singoli istituti e migliorare il sistema di monitoraggio, verifica e riqualificazione (ove necessario),sia delle strutture che del personale. Principali azioni previste dal progetto: Enti coinvolti nella realizzazione di tale progetto: A.I.A.U., AMI, Centro aiuti all' Etiopia, CIAI, CIFA, In cammino per la famiglia, NOVA
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Africa - Etiopia
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Etiopia - Ambulatorio pediatrico di primo soccorso, sostegno e accoglienza del bisogno sanitario e nutrizionale as Addis Abeba
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Il contesto generale
L' accesso al servizio sanitario é riservato al 54% della popolazione e un dato di ultima ricerca indica che la presenza di un medico copre ibisogni sanitari di 33.300 abitanti.
La seguente proposta di progetto che prevede la costruzione e allestimento di un Ambulatorio pediatrico di primo intervento mira a dare un sostegno di primo soccorso per l' individuazione del bisogno di bambini malnutriti e malati. L' azione di individuazione in tempi limitat delle patologie é di estrema importanza. Nella zona di Ayat e limitrofe (Siro' Meda' Kebele 21-Gulele Kifle Ketema; Ammadha Destà School Kebele 19-Kifle Ketema) le emergenze sanitarie sono all'ordine del giorno per la grande concentrazione di ragazzi di strada.
Gli obiettivi e i risultati attesi
L' intervento intende dare una risposta immediata e adeguata alle malattie di ordine quotidiano (infezioni intestinali e della pelle) legate alla denutrizione/malnutrizione e la carenza sanitaria sia per i minori che per le madri, nonché campagne di vaccinazione con particolare incidenza del morbillo (il morbillo é responsabile di 1,4 milioni di casi di contagio e di oltre 69.000 morti l'anno tra bambini sotto i 5 anni), della tubercolosi, della difterite e della polio.
- Lavori di rinnovamento, manutenzione e fornitura di attrezzature e materiale al Centro Ambulatoriale.
- Corsi di formazione inidirizzati al personale professionale coinvolto nel progetto (medici/infermieri/assistenti).
- Promozione di una capillare formazione sanitaria che aiuti il personale di prima accoglienza a riconoscere e fronteggiare le emergenze con cui viene a contatto quotidianamente.
- Connessione del Centro Ambulatoriale con le varie istituzioni già operanti sul territorio (kabalé) coinvolte nella cura e protezione dell'infanzia.
- Ampliamento delle infrastrutture del Centro Ambulatoriale.
L'intervento si propone (in 18 mesi di attività), di garantire ai bambini e alle donne/madri un ambiente di crescita più favorevole, mediante cure sanitarie, diete appropriate, informazioni sanitarie corrette ed altro.
Potrà inoltre svolgere un ruolo essenziale di prima accoglienza e risposta immediata al disagio socio-sanitario sul teriitorio, e integrarsi così nella rete delle organizzazioni di beneficenza impegnate ad alleviare le emergenze della popolazione.
Ente co-finanziatore del progetto: Commissione Adozioni Internazionale (CAI)
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America Latina - Brasile
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Brasile - Progetto di rafforzamento del centro di accoglienza per minori 'Mamae Dolores' di Capelinha
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La città di Capelinha é situata nella regione più povera dello Stato di Minas Gerais. La posizione geografica e l'economia basata sulla monocoltura del caffé non aiutano la popolazione locale a superare la profonda crisi economica che, negli ultimi anni, ha reso ancora più gravi i problemi sociali. Il segmento della popolazione più vulnerabile é l'infanzia, speeso vittima di violenza e di maltrattamenti.
I minori sono i meno protetti, non solo per la diffusa disgregazione familiare, ma anche per la carenza di una rete di assistenti sociali pronti ad intervenire per tutti i casi segnalati alle autorità competenti.
In questo contesto si inserisce la creazione, nel 2001, del Lar Mamae Dolores, un centro di accoglienza che ospita minori (0-18 anni) a rischio, bambini abbandonati, vittime di maltrattamenti e di prostituzione infantile.
Il centro Mamae Dolores ospita quotidianamente 428 bambini e assiste poco più di 600 famiglie: 28 bambini in modo residenziale e 400 minori sono assistiti in strutture esterne attraverso i servizi sociali locali. L'obiettivo principale del progetto é quello di prevenire l'abbandono di minori, la prostituzione infantile, il fenomeno dei 'bambini di strada'.
Gli obiettivi e i risultati attesi
- Evitare e contrastare l'abbandono di minori da parte di famiglie estremamente povere e disgregate.
- Dare rifugio temporaneo al bambino delle famiglie con forte disagio sociale.
- Prevenire il fenomeno dei bambini di strada e ogni forma di sfruttamento, in particolare le peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile.
- Dare l'opportunità ai bambini beneficiari di riacquistare autostima e dignità frequentando il centro.
- Offrire supporto tecnico nelle situazioni familiari più difficili, con adeguata presenza di psicologi e operatori sociali, per intervenire sul nucleo familiare e agire sulle cause di disgregazione.
- Sensibilizzare la popolazione locale con campagne sul rispetto e la protezione dei diritti dei minori e sulla prevenzione della prostituzione minorile, fenomeno assai diffuso in questa regione.
Ente co-finanziatore del progetto: Commissione Adozioni Internazionale (CAI)
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America Latina - Brasile
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Brasile - La condizione dell’infanzia in istituto a Capelinha: intervento di monitoraggio e creazione di un database
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Il progetto si propone di realizzare una ricerca approfondita che produca una mappatura chiara riguardo alla condizione dei minori che vivono in due istituti della città di Capelinha: “Lar Mames Dolores” (femminile) e “Lar Dos Meninos” (maschile). Attraverso un programma di monitoraggio ad hoc, si intende indagare altresì sull’esistenza in città di istituti “informali” che ospiterebbero un centinaio di minori.
Attraverso questo studio si potranno conoscere i servizi offerti dalle istituzioni locali impegnate nell’attuazione di programmi specifici per i minori istituzionalizzati. Inoltre, questo progetto di monitoraggio permetterà di avere una visione più chiara riguardo all’esistenza di centri di accoglienza per minori “informali”, verificare la condizione dei minori ospitati e il loro status giuridico. In conclusione, si cercherà di favorire il ritorno dei minori nelle famiglie di origine o, nei casi irrecuperabili, promuovere l’adozione nazionale o internazionale, tenendo presente che l’istituzionalizzazione deve essere temporanea e rispondere alle emergenze, poiché incapace di risolvere i problemi dell’infanzia.
Ente co-finanziatore del progetto: Commissione Adozioni Internazionale (CAI)
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America Latina - Brasile
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Brasile - Teixeira de Freitas (Stato di Bahia) - Familias unidas em Teixeira de Freitas
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L'obiettivo é quello di creare un Centro di Accoglienza Educativo - 'Creche' (asilo) e 'Abrigo' (accoglienza provvisoria) - per bambini con gravi situazioni familiari. Il progetto é rivolto alla sensibilizzazione della società al recupero di famiglie in difficoltà, per contrastare alla radice il fenomeno dell' abbandono dei minori.
I bambini sono accolti nel Centro, dove il personale sociosanitario si prende cura prima della loro salute psicofisica e, in un secondo tempo, al recupero dei valori affettivi e ad un possibile ricongiungimento familiare, operando anche attraverso interventi psico-sociali sulle famiglie da parte di esperti.
Il progetto include la realizzazione di strutture di tipo scolastico e attraverso laboratori culturali e attività sportive il recupero dei minori.
Accordo CAI 2003/In collaborazione con Sjamo (Capo Progetto) e In cammino per la famiglia.
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10 settembre 2010
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ITALIA: TRIBUNALE TOGLIE BAMBINA A MADRE ’POVERA’
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9 settembre 2010
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AIDS: 2 MILIONI DI BAMBINI NEI PAESI POVERI CONVIVONO COL VIRUS
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8 settembre 2010
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UNICEF: AIUTARE I DEBOLI NON E’ ANTI-ECONOMICO
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7 settembre 2010
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ONU: STOP ALLE VIOLENZE CONTRO I BAMBINI
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6 settembre 2010
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ITALIA: PARCO GIOCHI DISCRIMINA BAMBINI DOWN
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3 settembre 2010
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SRI LANKA: BAMBINI TRAUMATIZZATI
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