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Adozione internazionale: un modo diverso per diventare genitori, un modo diverso per diventare famiglia.

Nel panorama dell’adozione internazionale, dagli anni Quaranta al 2009, l’Italia è passata dall’essere paese di origine dei minori in adozione a paese di accoglienza, secondo solo agli Stati Uniti.

Nel 1983 con la legge n. 184 si è provveduto a regolamentare l’adozione internazionale e infine nel 1998 con la legge n. 476 a ratificare la Convenzione dell’Aja che è esitata infine nella costituzione della CAI - Commissione per le Adozioni Internazionali.

In 30 anni ci sono stati tanti cambiamenti, alcuni di poco conto, altri fondamentali.

Il primo e più visibile dato è l’aumento dell’età dei bambini proposti  in adozione, che va di pari passo con la ratifica della Convenzione dell’Aja da parte dei paesi di origine degli stessi. Per alcuni di questi paesi il concetto di sussidiarietà è del tutto nuovo, molto spesso nemmeno considerato, perché la situazione in cui vivono queste popolazioni è al limite della sussistenza. Laddove non c’è nulla, nemmeno per i figli voluti e desiderati, diventa difficile pensare di accoglierne altri, e dover sfamare altre bocche con il nulla. La cultura, poi, è spesso un elemento che non permette di accogliere i figli nati fuori dal matrimonio o comunque da una madre nubile se non a prezzo di sacrifici, a volte troppo grandi per queste realtà.

Un altro dato non meno importante è la percentuale di adozioni rispetto alle coppie aspiranti. Se, negli anni Ottanta, ogni coppia che desiderava un figlio attraverso l’adozione internazionale poteva essere “quasi” certa di vedere esaudito il proprio desiderio, oggi solo il 60% delle coppie ci riesce. Per l’Italia il dato delle adozioni internazionali è stato costantemente in crescita. Non si può dire lo stesso del numero delle domande presentate e dei decreti rilasciati, ma dal 2000 ad oggi migliaia di coppie non sono arrivate alla fine del percorso e oggi circa 20.000 coppie sono in attesa di un figlio e/o alla ricerca di un Ente autorizzato che accetti il loro mandato.

Si ricordi infine il numero degli Enti autorizzati in Italia: in tutto sono 73, ma il totale delle adozioni è fatto dal 20% degli stessi. Un dato che, da solo, fa riflettere.

Adozione internazionale: un modo diverso per diventare genitori. Oggi come ieri, un percorso sempre molto coinvolgente ma sempre più “difficile”. E la difficoltà non consiste nelle “lungaggini burocratiche” dei Tribunali, ma nel fatto che la realtà dell’adozione internazionale è complessa, gli attori coinvolti sono molti e altrettanto numerose le variabili, oltre al fatto che l'adozione è una realtà in continua evoluzione e cambiamento.


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